Accertamenti e trattamenti sanitari obbligatori, firmato il nuovo Protocollo d’intesa
Dignità, diritti e sicurezza al centro del nuovo Protocollo d'intesa per la gestione delle procedure di intervento e l'effettuazione di accertamenti e trattamenti sanitari obbligatori, siglato oggi presso il Palazzo della Provincia di Piazza Dante dai rappresentanti delle istituzioni coinvolte. Un modello operativo che garantisce efficacia, sicurezza, uniformità territoriale, ponendo come pilastro imprescindibile la tutela della persona e dei suoi diritti. Il documento è stato sottoscritto dall'assessore provinciale alla salute, politiche sociali e cooperazione, Mario Tonina, dal Commissario del Governo per la provincia di Trento, Prefetto Isabella Fusiello, dal presidente del Tribunale di Trento Luciano Spina, dal presidente del Tribunale di Rovereto Giulio Adilardi, dalla direttrice per l’integrazione socio sanitaria di Asuit Elena Bravi e dal presidente del Consorzio dei Comuni Trentini Michele Cereghini. L’intesa, cui aderisce anche il Tribunale per i minori di Trento, definisce un modello operativo condiviso volto a favorire la corretta e uniforme applicazione delle procedure di Accertamento sanitario obbligatorio (ASO) e Trattamento sanitario obbligatorio (TSO) su tutto il territorio provinciale, rafforzando la collaborazione e il coordinamento tra i diversi soggetti coinvolti.
Data di pubblicazione: 14/09/2026
“La sottoscrizione di questo Protocollo rappresenta un passaggio importante perché mette a disposizione del territorio un quadro di riferimento aggiornato condiviso e procedure operative chiare, rafforzando la collaborazione tra tutte le istituzioni e le professionalità coinvolte – ha sottolineato l'assessore provinciale alla salute, politiche sociali e cooperazione Mario Tonina –. L'obiettivo di tutti è certamente quello di prevenire e ridurre, quando possibile, il ricorso agli interventi sanitari obbligatori, attraverso un lavoro sempre più efficace di prevenzione e di presa in carico territoriale. Ci sono però - ha aggiunto Tonina - situazioni particolarmente delicate dove questi interventi si rendono necessari e per questo è stato fondamentale definire con il protocollo una maggiore chiarezza e uniformità operativa, per coniugare la necessità di garantire cure appropriate con la massima attenzione alla dignità, ai diritti e alla tutela delle persone. Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito a raggiungere questo traguardo, perché si è trattato di un lavoro lungo e complesso” ha concluso l’assessore.
Un quadro aggiornato e condiviso
Il nuovo Protocollo - come spiegato dal dirigente dell'Unità di missione semplice Disabilità, Roberto Pallanch - aggiorna e rivede il quadro di riferimento definito nel 2010, alla luce delle esigenze operative emerse sul territorio e degli esiti del lavoro svolto dal Tavolo di lavoro che ha approfondito le diverse questioni connesse alle procedure di accertamento e trattamento sanitario obbligatorio. aggiorna e rivede il quadro di riferimento definito nel 2010, alla luce delle esigenze operative emerse sul territorio e degli esiti del lavoro svolto dal Tavolo di lavoro che ha approfondito le diverse questioni connesse alle procedure di accertamento e trattamento sanitario obbligatorio.
Il documento, che ha validità quinquennale, disciplina in modo organico il quadro normativo e tecnico-sanitario di riferimento e le procedure operative per la gestione degli ASO e dei TSO, definendo le rispettive attività e le forme di collaborazione tra i diversi soggetti istituzionali coinvolti, con l’obiettivo di assicurare una cornice di riferimento chiara e condivisa, con ruoli, funzioni e responsabilità definiti, favorendo al tempo stesso la corretta e uniforme applicazione delle procedure sull'intero territorio provinciale.
I ruoli e gli impegni delle parti
Il Protocollo definisce gli impegni dei diversi soggetti firmatari, nel rispetto delle rispettive funzioni e competenze.
La Provincia autonoma di Trento svolge un ruolo di presidio sull'applicazione delle procedure di intervento e sostiene inoltre specifiche attività di formazione rivolte agli operatori dell'ambito sanitario, della Polizia locale e delle Forze dell'ordine.
Il Commissariato del Governo assicura, nei limiti delle risorse disponibili e quando richiesto, il supporto delle Forze dell'ordine nelle fasi di esecuzione delle procedure di ASO e TSO.
Il Consorzio dei Comuni Trentini cura le attività di formazione e divulgazione rivolte alle amministrazioni comunali, favorendo la conoscenza e l'applicazione uniforme delle procedure sul territorio e mettendo a disposizione strumenti condivisi, tra cui uno schema di ordinanza sindacale.
All'Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino spettano, tra gli altri, gli interventi di prevenzione e di educazione sanitaria finalizzati a ridurre il ricorso ai trattamenti sanitari obbligatori, la definizione della modulistica per la gestione delle procedure e l'assicurazione, attraverso il proprio personale, dell'assistenza sanitaria e del supporto necessari nelle diverse fasi degli interventi.
I Tribunali di Trento, Rovereto e per i Minori di Trento garantiscono, attraverso le rispettive strutture e il coinvolgimento dei Giudici tutelari, le attività e le garanzie previste nell'ambito del procedimento, assicurando il corretto svolgimento delle procedure di competenza e il rispetto dei tempi stabiliti dalla normativa.
A supporto dell'attuazione dell'intesa è inoltre previsto un Tavolo tecnico, convocato dalla Provincia su richiesta di ciascuna delle parti firmatarie, quale sede di raccordo e confronto tra tutti i soggetti coinvolti. Il Tavolo avrà anche il compito di monitorare l'applicazione del Protocollo, verificarne l'attuazione e proporre eventuali interventi di aggiornamento e miglioramento.
LE DICHIARAZIONI
“La definizione di un protocollo condiviso sulle procedure ASO e TSO rappresenta un importante strumento per assicurare un efficace coordinamento tra tutti i soggetti chiamati a intervenire, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze. L’obiettivo è individuare modalità operative chiare e prassi condivise che consentano di affrontare queste situazioni con tempestività ed efficacia, garantendo al contempo la piena tutela dei diritti fondamentali della persona. Il confronto e la collaborazione tra autorità sanitarie, Autorità giudiziaria, Polizia locale e Forze dell’ordine sono, in questo senso, elementi essenziali per assicurare interventi appropriati, rispettosi e coerenti con il quadro normativo vigente”, ha dichiarato il Commissario del Governo per la provincia di Trento, Prefetto Isabella Fusiello.
“La sottoscrizione di questo Protocollo rappresenta un importante passo avanti nella costruzione di un sistema di collaborazione istituzionale stabile e strutturato. Il dialogo costante tra magistratura, servizi sanitari, enti locali e forze dell’ordine costituisce una condizione essenziale per offrire risposte adeguate a situazioni particolarmente delicate e complesse, nelle quali devono convivere esigenze di cura, protezione e garanzia dei diritti individuali” le parole del presidente del Tribunale di Trento, Luciano Spina.
“Questo Protocollo è la dimostrazione dell’ottima capacità di collaborazione tra oi servizi della PAT , gli Uffici giudiziari ed i Comuni del Trentino quando si tratta di assicurare i diritti fondamentali quali , come nella specie, quello alla salute dei cittadini” ha dichiarato il presidente del Tribunale di Rovereto, Giulio Adilardi.
“Nella gestione di situazioni complesse come gli Accertamenti e i Trattamenti Sanitari Obbligatori, la chiarezza dei ruoli e la collaborazione tra le istituzioni sono fondamentali per garantire interventi efficaci e la massima tutela della dignità e dei diritti delle persone vulnerabili. Come Azienda sanitaria, mettiamo al centro il benessere, i diritti e la cura della persona, in un percorso complessivo di presa in carico sociosanitaria. Sarà quindi fondamentale lavorare anche sulla prevenzione e sull’educazione sanitaria, per ridurre al minimo il ricorso alle procedure obbligatorie. Quando l’intervento si rende necessario, la parte sanitaria garantirà le modalità di cura più appropriate e rispettose della persona, offrendo anche un supporto agli agenti di Polizia locale e alle Forze dell’ordine nell’approccio con il paziente e la sua famiglia” ha evidenziato la direttrice per l’integrazione socio sanitaria di Asuit, Elena Bravi.
“Il trattamento sanitario obbligatorio è una delle decisioni più delicate che un sindaco possa assumere, perché incide sulle libertà personali di un cittadino in condizione di fragilità, al fine di consentirgli di avere un beneficio terapeutico. Avere un quadro di regole condivise consente di tutelare al meglio la persona interessata, e di mettere gli amministratori e gli operatori coinvolti in condizioni di operare con piena conoscenza della procedura da seguire” le parole del presidente del Consorzio dei comuni trentini, Michele Cereghini.
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Ultimo aggiornamento: 14/09/2026 - 13:06
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