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Cosa serve

Come accedere alle prestazioni

La protonterapia è una tipologia di trattamento dei tumori che l’Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino mette a disposizione dei pazienti autorizzati dai rispettivi Servizi Sanitari di appartenenza.

La richiesta di valutazione per un eventuale trattamento di protonterapia può essere inoltrata dal medico curante, da uno specialista o dal paziente stesso alla segreteria dell’Unità operativa di protonterapia con le seguenti modalità:

La segreteria dell'unità operativa si occuperà di contattare il richiedente per: 

  • fornire le indicazioni sulla documentazione sanitaria necessaria (e le modalità di invio) per la valutazione del caso clinico;
  • comunicare l’esito della valutazione;
  • fissare l’appuntamento per la prima visita.

La documentazione ricevuta non verrà restituita.

A chi è rivolto

Il Centro di protonterapia di Trento mette a disposizione dei pazienti che decidono di sottoporsi a questo trattamento, competenza e professionalità, e garantisce:

  • un trattamento innovativo con protoni basato sulle più recenti acquisizioni scientifiche e cliniche;
  • un ambiente specializzato da un punto di vista tecnico e preparato sul piano umano ed etico;
  • un’informazione completa e comprensibile in merito alla radioterapia con protoni;
  • un servizio di assistenza di qualità per tutta la durata del trattamento.

Accedi al servizio

Richiedi informazioni per come accedere alle prestazioni del Centro di protonterapia tramite l'apposita form.

Dove

Centro di Protonterapia

via Al Desert n.14
38123 Trento TN
Italia

uo_struttura

Contatti

Telefono:
+39 0461 1953100

E-mail:
protonterapia@asuit.tn.it

ospedale.trento@pec.asuit.tn.it

Cos'è

La protonterapia è un trattamento particolarmente utile nei tumori pediatrici in cui i tessuti sono in continua crescita e in via sviluppo perché garantisce la minima esposizione alle radiazioni e spesso vengono trattati volumi grandi, in relazione alle dimensioni del corpo. Studi clinici hanno dimostrato ottimi risultati della protonterapia mostrando un’incidenza ridotta di effetti collaterali a carico dei tessuti irradiati e sulla crescita e un rischio basso di tumori secondari radioindotti.

Un ciclo di protonterapia consiste nella somministrazione di dosi multiple di radiazioni durante sedute di terapia settimanali, eseguite quotidianamente, dal lunedì al venerdì, in base a quanto definito nello specifico piano di cura. Un ciclo dura in genere cinque-sei settimane.

I trattamenti quotidiani sono eseguiti, sulla base delle indicazioni ricevute, dai tecnici sanitari di radiologia medica in servizio presso il gantry, la camera di trattamento.

La protonterapia è un trattamento radiante di precisione che utilizza particelle pesanti, i protoni, per irradiare le cellule tumorali. Le caratteristiche fisiche dei fasci di protoni sono tali che permettono il rilascio della dose con estrema precisione evitando, in questo modo, che i tessuti sani circostanti vengano coinvolti.

Per l’erogazione della terapia sono necessari un’apparecchiatura di produzione delle particelle – il ciclotrone – e un sistema di trasporto e rilascio del fascio.

Durante l’esecuzione del trattamento il paziente è posizionato su un lettino all’interno del gantry, la struttura che permette di indirizzare le radiazioni ruotando a 360° attorno a lui.

Il Centro di protonterapia di Trento è dotato di due camere di trattamento dedicate ai pazienti e di una destinata a scopi sperimentali e di ricerca, con un fascio fisso.

Indicazioni utili

Non è necessario che il paziente sia a digiuno quando si sottopone alla terapia con protoni. Nel caso in cui la condizione di digiuno sia richiesta il personale sanitario del Centro di protonterapia di Trento provvederà a comunicarlo al paziente.

Durante il trattamento il paziente può stare a contatto con i suoi familiari, compresi i bambini, e condurre una normale vita lavorativa e sociale.

Soprattutto nelle fasi conclusive della terapia, il paziente potrebbe sentirsi particolarmente affaticato ed essere costretto a ridurre o modificare le sue attività e abitudini quotidiane.

Il trattamento prevede numerose sedute ed è consigliabile eseguirlo senza interruzioni. Nel caso in cui, per cause tecniche, mediche (eventuali effetti collaterali) o per importanti problemi personali, si renda necessario sospendere il trattamento il Centro di protonterapia di Trento garantisce il totale recupero delle sedute non effettuate.

Valutazione del caso clinico

La scelta di sottoporsi a un ciclo di protonterapia spetta al paziente, in accordo con i medici dell’unità operativa, e viene autorizzata a seguito della valutazione della sua documentazione clinica, del suo stato fisico e dopo opportuna discussione all’interno del gruppo di specialisti dell’azienda sanitaria.

Dopo aver effettuato le valutazioni, al paziente vengono fornite informazioni supplementari sulla terapia protonica, in riferimento al suo caso specifico, sui potenziali vantaggi, sui possibili effetti collaterali e sulle modalità di esecuzione.

Una volta che il trattamento con protoni viene indicato come adatto al caso in esame, il personale infermieristico provvede a fornire al paziente tutte le informazioni utili sia ad affrontare la terapia nel migliore dei modi, tra cui i consigli relativi ai comportamenti da adottare e le indicazioni dietetiche, che a limitare quanto più possibile l’insorgere di effetti collaterali.

Simulazione del trattamento protonterapico

Prima di sottoporre il paziente alla terapia vera e propria, è necessario effettuare una simulazione del trattamento.

Il paziente deve presentarsi al Centro di protonterapia nel giorno prestabilito e, dopo avere effettuato le procedure di accettazione, verrà accompagnato da un infermiere o da un tecnico sanitario nell’area dedicata alla tomografia computerizzata/risonanza magnetica.

Questa fase di simulazione è importante perché permette di definire alcuni aspetti paralleli alla terapia utili a effettuare il trattamento in modo efficace e secondo modalità personalizzate e ripetibili.

In particolare si procederà:

  • a individuare, da una parte, una posizione che sia ripetibile durante le sedute di terapia protonica, dall’altra, un sistema personalizzato di immobilizzazione costituito da cuscini, maschere, sistemi di posizionamento;
  • a eseguire una tomografia computerizzata di simulazione che permetterà di acquisire le immagini necessarie a sviluppare un piano di trattamento personalizzato. Questa operazione potrebbe richiedere la somministrazione di un mezzo di contrasto e per la sua esecuzione sarà richiesto al paziente di esprimere il consenso attraverso la sottoscrizione di un documento.

In alcuni casi potrebbe essere necessario eseguire una risonanza magnetica per acquisire ulteriori indicazioni utili alla definizione di un piano di trattamento. Anche in questo caso potrebbe essere necessaria la somministrazione di mezzo di contrasto e sarà richiesto al paziente di esprimere il proprio consenso. La risonanza magnetica viene di regola effettuata in un giorno diverso rispetto a quello dedicato alla tomografia computerizzata.

Terminata la fase di simulazione, il paziente dovrà attendere l’elaborazione e la verifica del piano di trattamento da parte del gruppo medico e fisico-medico. Questa operazione richiede circa una settimana.

Una volta definiti tutti gli aspetti relativi alla terapia protonica che il paziente dovrà seguire, gli verranno comunicati il giorno e l’ora in cui inizierà il trattamento.

Studi prospettici attivi

Sono attivi diversi studi prospettici che coinvolgono la protonterapia e le principali specialità cliniche, con l’obiettivo di migliorare efficacia e sicurezza dei trattamenti. 

Qui una panoramica degli studi attualmente in corso.

Trattamento e controlli clinici giornalieri

Nei giorni dedicati alla terapia protonica il paziente viene accolto e accompagnato dal personale sanitario attivo presso il Centro di protonterapia di Trento nella sala di trattamento, viene fatto accomodare sul lettino del gantry e viene immobilizzato seguendo il posizionamento definito durante la simulazione.

Eseguite le verifiche radiografiche necessarie a controllare che il posizionamento sia corretto, il paziente riceve il trattamento protonico vero e proprio.

Durante l’irradiazione, da una sala attigua tramite un sistema di telecamere a circuito chiuso e mantenendo il contatto con il paziente attraverso un interfono, il personale in servizio al gantry effettua un monitoraggio continuo e provvede a spiegare e illustrare al paziente le differenti fasi della procedura.

Ogni settimana durante il trattamento, o se necessario con più frequenza, il personale medico e infermieristico effettua visite di controllo clinico che possono prevedere esami ematobiochimici. In queste fasi potrebbe essere richiesta la compilazione di questionari inerenti il trattamento o la malattia.

Terminato il trattamento protonico, il paziente sarà visitato per controllare le sue condizioni cliniche, in questa occasione gli saranno prescritte eventuali terapie domiciliari, gli verrà illustrato il programma dei successivi controlli clinici, e gli verrà rilasciata la relazione conclusiva da trasmettere al medico curante e/o allo specialista.

Le visite di controllo, per quanto riguarda tempistica e modalità di esecuzione, variano da caso a caso. Durante ogni visita si provvederà a valutare la risposta clinica, gli eventuali effetti collaterali e gli esami diagnostici prescritti. Anche in questa fase potrebbe essere richiesta la compilazione di specifici questionari relativi al trattamento o alla malattia.

Patologie trattate

Unità organizzativa

Unità operativa Protonterapia - Trento

Indirizzo

via Al Desert 14
38123 Trento TN
Italia

Responsabile

Frank Lohr

Direttore
Frank-Reinard-Heinrich-Lohr

Dedicato ai bambini

Il Centro di protonterapia ha come una delle principali specializzazioni il trattamento dei tumori pediatrici e dell’adolescente. I piccoli pazienti si fermano a Trento mediamente per un periodo di 6 settimane e si sottopongono a sedute di terapia giornaliere.

Ciò comporta trascorrere un lungo periodo lontano da luoghi e abitudini quotidiane, anche se accompagnati dai propri familiari, aggiungendo alla fatica fisica quella emotiva legata al dover affrontare il trattamento, con ripercussioni sul percorso di cura e più in generale sul percorso di vita.

È evidente quindi come sia importante accogliere i piccoli pazienti in un ambiente il più possibile attento al loro benessere e alle loro esigenze.

Il Centro di protonterapia di Trento investe molto sugli aspetti legati all’accoglienza dei piccoli e delle loro famiglie, allestendo spazi dedicati ai bambini e promuovendo iniziative specifiche che hanno l’obiettivo di migliorare la permanenza dei piccoli pazienti durante il periodo delle cure.

L'accoglienza prevede spazi dedicati ai bisogni specifici del bambino attraverso esperienze di gioco diversificate. Gli ambienti sono stati organizzati in angolo del gioco simbolico, angolo della manipolazione e della lettura. È stato inoltre allestito uno spazio mensa adatto ai piccoli e alle loro famiglie.

Diverse sono le attività ludico ricreative proposte ai bambini, come i laboratori di ceramico-terapia organizzati dalla fondazione Thun. Momenti creativi che hanno anche una valenza terapeutica: modellare l’argilla aiuta concretamente i bambini e i ragazzi con gravi patologie a superare la paura e il dolore della malattia, mettendo l’organismo nella condizione di ricevere meglio le cure.

Sono in fase progettuale una serie di laboratori con il Muse, che offre anche degli ingressi gratuiti per i piccoli pazienti in cura e per le loro famiglie.

Da diversi anni in protonterapia viene realizzato anche il progetto scuola in ospedale, per garantire ai bambini e ai ragazzi il diritto all’istruzione come diritto a conoscere e ad apprendere nonostante la malattia. Il progetto, realizzato dall’Istituto Comprensivo Trento 4, prevede un docente dedicato che personalizza e diversifica gli interventi educativi a seconda dei bisogni di ciascun alunno, dei suoi ritmi di apprendimento e delle sue condizioni di salute, anche attraverso l’utilizzo didattico delle tecnologie e in raccordo con la scuola di provenienza e con i familiari.   

Particolare attenzione viene dedicata al bambino anche nella preparazione alla terapia: per spiegare con chiarezza i vari passaggi che i piccoli pazienti dovranno affrontare, il personale  utilizza un modellino che riproduce la camera di trattamento e la tac.

Scuola in ospedale

Dove soggiornare

Mediamente un trattamento di protonterapia dura un mese-un mese e mezzo, per cui è importante per il paziente e i suoi familiari trascorrere questo periodo in modo confortevole. 

Alcune associazioni di volontariato mettono a disposizione delle famiglie in trasferta per motivi sanitari alcuni appartamenti. Gli alloggi disponibili sono limitati e rappresentano una risorsa preziosa. Per questo motivo, è importante che il servizio venga richiesto soprattutto dalle famiglie che si trovano in una reale situazione di necessità. Vi invitiamo pertanto a presentare la domanda con senso di responsabilità. Per verificare la possibilità di usufruire di un alloggio è sufficiente compilare un breve questionario online, tramite il link che vi verrà fornito dalla Segreteria una volta confermato il trattamento radiante. La richiesta verrà presa in carico e sarete ricontattati non appena possibile. 

La compilazione del questionario non garantisce l'assegnazione dell'alloggio. Le richieste saranno valutate in base alla disponibilità degli appartamenti e ai criteri adottati dalle associazioni. Nel caso in cui vi venga assegnato un alloggio, questo potrà essere utilizzato esclusivamente per il periodo strettamente necessario alle cure. Gli appartamenti dovranno essere mantenuti con cura e pulizia per tutta la durata del soggiorno e riconsegnati nelle stesse condizioni in cui sono stati ricevuti. Il rispetto di queste indicazioni è un segno di attenzione nei confronti dei volontari che mettono a disposizione il loro tempo e il loro impegno e delle famiglie che, successivamente, avranno bisogno dello stesso aiuto. 

Gli alloggi disponibili a titolo gratuito o a fronte di un contributo simbolico minimo, sono messi a disposizione dalle seguenti associazioni di volontariato:

Sono disponibili degli alloggi, a titolo gratuito o a fronte di un contributo simbolico minimo, messi a disposizione dalle seguenti associazioni di volontariato:

  • AGOP (Associazione Genitori Oncologia Pediatrica)
  • AIL TRENTO O.D.V. (Associazione italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma - sezione di Trento)
  • Associazione 27 GIUGNO Onlus
  • CARITAS Diocesana di Trento
  • LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori Associazione Provinciale di Trento ETS Odv)

Per ricevere maggiori informazioni, invitiamo a contattare la segreteria della Protonterapia scrivendo a protonterapia@asuit.tn.it o telefonando al numero +39 0461 1953100 (lun - ven | 8.30 - 12.30). 
Informazioni sulla ricettività alberghiera sono disponibili sul sito dell’Azienda per il turismo di Trento, Monte Bondone e Valle dei Laghi: www.trento.info/dove-dormire.  

AGOP (Associazione Genitori Oncologia Pediatrica)

Agop mette a disposizione due appartamenti per i pazienti pediatrici e loro famiglie in Viale della Costituzione (nel quartiere “Le Albere”), nelle dirette vicinanze del Centro di protonterapia.

AIL TRENTO O.D.V. (Associazione italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma - sezione di TRENTO)

Nella Casa di accoglienza “Paolo Mattedi” in Via al Pont dei Vodi - loc. Spini di Gardolo sono disponibili due appartamenti.

Associazione 27 GIUGNO Onlus

Mette a disposizione dei pazienti in cura presso il centro di protonterapia (sia adulti sia pediatrici) i seguenti sei appartamenti, tutti a Trento.

CARITAS Diocesana di Trento

Per i pazienti adulti con accompagnatori e per pazienti pediatrici con le famiglie la Caritas offre tre alloggi, dislocati tutti a Trento città.

LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori Associazione Provinciale di Trento ETS OdV) (*)

Per gli adulti è a disposizione la Casa Accoglienza LILT vicino all’ospedale Santa Chiara di Trento, con alloggi per i pazienti che devono sottoporsi a terapia protonica e non necessitano di essere ospedalizzati, e per i loro familiari o accompagnatori.

Notizie

Protonterapia: intitolata a Renzo Leonardi la sala convegni

Protonterapia: intitolata a Renzo Leonardi la sala convegni
Da oggi la sala conferenze del Centro di protonterapia di Trento porta il nome del suo «visionario» ideatore, il Professor Renzo Leonardi, uno dei padri della fisica trentina, capace di intravedere le nuove frontiere della ricerca. La scopertura della targa che intitola la sala conferenze non rappresenta solo il traguardo di un percorso istituzionale avviato all’unanimità dal Consiglio comunale di Trento nel 2019, anno della morte di Leonardi, ma è soprattutto il doveroso tributo a una mente illuminata, in cui l’altissimo spessore scientifico si fondeva a una straordinaria e raffinata cultura umanistica. Alla cerimonia di intitolazione erano presenti le più alte autorità del mondo istituzionale, accademico e della sanità trentina, oltre ai familiari del compianto Leonardi: il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, il rettore dell’Università di Trento Flavio Deflorian, il vicepresidente della Provincia e assessore all’Università e ricerca Achille Spinelli, l’assessore provinciale alla salute, politiche sociali e cooperazione Mario Tonina, e il professore emerito dell’Università di Trento Sandro Stringari. Hanno partecipato alla cerimonia anche il direttore del Centro di protonterapia Frank Lohr, la vicesindaca del Comune di Trento Elisabetta Bozzarelli, l’ex presidente della Provincia Lorenzo Dellai, l’ex presidente dell’Asi Roberto Battiston e molti altri rappresentanti del mondo accademico e della ricerca che hanno avuto modo di conoscere e lavorare con il professor Renzo Leonardi.

La protonterapia di Trento al centro delle rivoluzioni della fisica applicata

La protonterapia di Trento al centro delle rivoluzioni della fisica applicata
Le Unità operative di fisica sanitaria e di protonterapia di Trento emergono a livello internazionale come protagoniste di uno dei progressi più significativi nel campo della fisica applicata alla medicina oncologica. La prestigiosa rivista Physics World ha infatti incluso la prima applicazione clinica in Italia della Proton Arc Therapy (PAT) tra i Top 10 Breakthroughs of the Year in Physics for 2025 — la lista delle dieci scoperte o innovazioni che maggiormente hanno contribuito allo sviluppo della fisica e delle sue applicazioni nel corso dell’anno.

Gli auguri della Guardia di Finanza in pediatria e protonterapia

Immagine: Foto di gruppo - Professionisti sanitari e GdF.JPG Creative Commons Attributon–ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0)
Questa mattina, nei reparti di pediatria, chirurgia pediatrica e protonterapia, i piccoli pazienti hanno ricevuto una visita speciale. Protagonisti i finanzieri della Guardia di Finanza con Aaron e Nabuco, due cani dell’unità cinofila, che si sono lasciati accarezzare e coccolare come vere “star”, mettendo in mostra anche le loro straordinarie capacità di fiuto. Ad accompagnarli, tre finanzieri con divise davvero particolari: Batman, Spiderman e Capitan America. I supereroi hanno distribuito gadget come penne, libri da colorare, fumetti, oltre a dolci come cioccolatini e panettoni, portando un sorriso sui volti di grandi e piccini. La rappresentanza del comando provinciale della Guardia di Finanza era guidata dal comandante, colonnello Danilo Nastasi e dal comandante del gruppo di Trento, tenente colonnello Domenico Morabito.

Per Protonterapia un accordo con Dubai

Immagine: _ROM1805.JPG Licenza sconosciuta
Un nuovo traguardo per il Centro di Protonterapia di Trento: si tratta dell'accordo con l'Advanced Care Oncology Center di Al Furjan, a Dubai, che è stato sottoscritto fra il direttore generale dell'Azienda sanitaria trentina, Pier Paolo Benetollo, e l’amministratore delegato del Centro di Dubai, Bashir Abou Reslan. Si tratta di un ulteriore riconoscimento dell'alta qualità dei trattamenti offerti dal Centro trentino, ormai sempre più internazionale: il protocollo consentirà di trattare pazienti provenienti anche dagli Emirati Arabi Uniti, soprattutto bambini. La protonterapia è appunto una terapia indicata nei casi clinici più complessi, in tumori vicini ad organi o in pazienti di età pediatrica dove il trattamento è particolarmente difficoltoso e delicato. E il centro di Trento è un'eccellenza: nell'anno appena concluso, nonostante la pandemia a fine novembre erano stati oltre 300 i pazienti trattati, di cui un terzo in età pediatrica. 25 poi sono stati i pazienti provenienti dall’estero, da Austria, Spagna, Grecia, ma anche da Cile, Macedonia, Romania, ecc. a testimonianza di una elevata specializzazione medico-scientifica riconosciuta in ambito globale.

Protonterapia, si rinnova la convenzione con l’Emilia Romagna

Immagine: Protonterapia_sede_imagefullwide.jpg Creative Commons Attributon–ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0)
La Giunta provinciale, su proposta di Stefania Segnana, assessore alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia, ha approvato la delibera che consente di confermare per altri tre anni la convenzione con la Regione Emilia Romagna per il Centro di protonterapia di Trento. Il rinnovo permette ai pazienti provenienti da fuori Trentino, in questo caso dall’Emilia Romagna, di continuare ad accedere alle cure specialistiche per la lotta ai tumori offerte da una struttura di eccellenza come quella trentina. “L’intesa con l’Emilia Romagna è un ulteriore conferma del fatto che la nostra Protonterapia sia ormai diventata un punto di riferimento nazionale e internazionale - così l’assessore Segnana -. Un’eccellenza sanitaria e scientifica, capace di offrire trattamenti ad alta specializzazione per la cura dei casi clinici più complessi. E allo stesso tempo una realtà che ha continuato a svolgere la sua importante attività anche durante la pandemia, rispettando tutti i protocolli Covid”.

Da Aquila basket tre appartamenti per la protonterapia

Immagine: appartamento aquila.jpeg Creative Commons Attributon–ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0)
«Un sentito grazie alla Dolomiti Energia Aquila Basket – sono le parole del direttore generale Antonio Ferro – che conferma, ancora una volta, la sua forte presenza e senso civico mettendo a disposizione dell’Associazione 27 giugno onlus tre appartamenti dei propri atleti per ospitare, nei mesi estivi, le famiglie dei piccoli pazienti in cura nel nostro Centro di protonterapia. Più volte durante questi ultimi anni la società del presidente Longhi si è spesa in prima persona per veicolare messaggi di salute o opere “di bene” quindi a loro va sicuramente il nostro più caloroso grazie. Aquila Basket rappresenta l’élite dello sport regionale e nazionale e acquisisce maggior valore il fatto che si integri con la comunità sostenendo le persone e il territorio. Nel ringraziare Dolomiti Energia Aquila Basket e l’Associazione 27 giugno aggiungo un sentito grazie verso tutte le associazione e tutti i volontari e le volontarie che si dedicano ai nostri pazienti, offrendo loro servizi e momenti migliori».

Medicina, presentati i due professori alla guida di protonterapia e neurochirurgia

Immagine: _DSC2736.JPG Creative Commons Attributon–ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0)
Sono stati presentati oggi, alla presenza dell’assessore alla salute Mario Tonina, del direttore vicario del Centro interdipartimentale di Scienze mediche dell’Università di Trento Carlo Cosimo Quattrocchi, del preside della facoltà di medicina e chirurgia dell’Università di Verona Giuseppe Lippi e del direttore generale Apss Antonio Ferro, i nuovi professori del corso di laurea di medicina e chirurgia dell’Università di Trento che, in convenzione con Apss, sono stati inseriti nell’attività assistenziale dal 1° gennaio. Sono Frank Reinhard Heinrich Lohr e Silvio Sarubbo che, oltre all’attività accademica e di ricerca, guideranno rispettivamente le unità operative di Protonterapia e Neurochirurgia dell’ospedale di Trento.

Protonterapia: la visita dell'ambasciatrice greca in Italia

Immagine: visita dell’ambasciatrice greca in protonterapia 1.jpeg Creative Commons Attributon–ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0)
Il Centro di protonterapia di Trento rappresenta un’eccellenza non solo in Italia, ma anche fuori dai confini nazionali, con pazienti che provengono da tutto il mondo: tra questi anche tanti dalla Grecia. Per ringraziare tutto il personale della protonterapia per la qualità professionale e umana delle cure prestate ai piccoli pazienti greci, l’ambasciatrice di Grecia in Italia, Eleni Sourani, ha voluto donare oggi ai vertici della struttura e dell’Apss una targa in segno di riconoscimento e gratitudine. Ad accompagnare l’ambasciatrice, anche il console onorario della Grecia a Venezia, Bruno Bernardi. Alla breve cerimonia di consegna della targa era presente anche l’assessore provinciale alla salute. La visita dell’ambasciatrice è stata l’occasione per presentare le attività del Centro e visitare gli spazi principali della struttura.

Delegazione dell’Alto Adige in visita al Centro di protonterapia

Immagine: 20240517_152346.jpg Creative Commons Attributon–ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0)
Una delegazione della Provincia autonoma di Bolzano ha visitato oggi il Centro di protonterapia di Trento. Ad accogliere l’assessore alla salute, il direttore del dipartimento salute e la direttrice della ripartizione salute della provincia di Bolzano vi erano oltre all’assessore alla salute del Trentino, il direttore generale di Apss, il direttore del Centro e la direttrice della fisica sanitaria con il personale della struttura. L’obiettivo della visita è stato quello di approfondire, con uno sguardo al futuro, alcune tematiche oggetto della collaborazione di confine tra le due provincie autonome e conoscere da vicino le attività e potenzialità della protonterapia.

Protonterapia, accordo con l'Azienda sanitaria dell'Alto Adige

Immagine: Protonterapia1.jpg Creative Commons Attributon–ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0)
Novità per i pazienti dell’Alto Adige che necessitano di trattamenti di protonterapia. È stato deliberato lo schema di accordo tra l’Azienda provinciale per i servizi sanitari del Trentino e l’Azienda sanitaria dell’Alto Adige per l’erogazione di prestazioni di protonterapia a favore dei pazienti residenti in provincia di Bolzano. In sintesi l’accordo, stipulato in base a “Accordo di confine tra le Province autonome di Bolzano e Trento nel settore salute 2022-2024” prevede l’accesso ai trattamenti di terapia protonica senza autorizzazione preventiva dell’Asl ma solamente con prescrizione del servizio sanitario nazionale e nullaosta, sulla base di specifiche indicazioni cliniche, da parte del Servizio di radioterapia oncologica dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige.

Dieci anni di protonterapia a Trento: 2400 pazienti trattati

Immagine: Ferro Tonina Lohr.JPG Creative Commons Attributon–ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0)
Era il 22 ottobre di dieci anni fa quando ha preso ufficialmente il via, con il primo paziente trattato, l’attività clinica del Centro di protonterapia di Trento. Un percorso iniziato alla fine del 2014, con il primo paziente adulto, e proseguito l’anno successivo con il primo caso pediatrico in Italia trattato con i protoni. Oggi il centro di Trento è una struttura all’avanguardia nella cura dei tumori che ha trattato con i protoni 1.800 adulti e 600 bambini, senza contare l’importante attività di ricerca non solo in campo biomedico pre-clinico, ma anche in campo aerospaziale e dei materiali. Questa mattina, alla presenza dell’assessore alla salute Mario Tonina, del direttore generale di Apss Antonio Ferro e di quanti in questi anni hanno collaborato con il centro di Trento, sono stati illustrati i traguardi raggiunti e le prospettive future dell’unico centro italiano pubblico di protonterapia.

Protonterapia: sabato la visita del ministro della Salute Schillaci

Immagine: centro-di-protonterapia_imagefullwide.jpg Creative Commons Attributon–ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0)
Il decennale del Centro di protonterapia di Trento rappresenta anche l’occasione per una visita del ministro alla Salute, Orazio Schillaci che sabato mattina sarà in via al Desert a partire dalle 9. Accompagnato dalla vicepresidente della Provincia, Francesca Gerosa e dall’assessore provinciale alla salute, Mario Tonina, il ministro incontrerà i vertici di Apss e del Dipartimento provinciale, alla presenza del rettore dell’università di Trento, Flavio Deflorian. L’incontro, aperto alla stampa, si svolgerà nella sala riunioni al primo piano e sarà seguito da una visita alle camere di trattamento dei tumori ed alle aree di ricerca.

Schillaci: “Protonterapia, fiore all’occhiello della sanità pubblica italiana”

Immagine: Schillaci Prototerapia foto Daniele Mosna-0030.jpg Creative Commons Attributon–ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0)
Nei giorni in cui si celebra il decennale del Centro di protonterapia di Trento, la struttura di via al Desert è stata visitata questa mattina del ministro della Salute Orazio Schillaci accompagnato dalla vicepresidente della Provincia autonoma di Trento, Francesca Gerosa e dall’assessore provinciale alla salute, Mario Tonina. Prima di visitare la struttura, il ministro - che ha parlato del Centro come di un fiore all’occhiello della sanità pubblica italiana - ha incontrato i vertici di Apss e del Dipartimento provinciale, alla presenza del rettore dell’Università di Trento, Flavio Deflorian.

Protonterapia: installato un secondo sistema di guida volumetrica per immagini

Protonterapia: installato un secondo sistema di guida volumetrica per immagini
Nuovo traguardo per la sanità trentina e l’oncologia italiana. Il Centro di protonterapia di Trento compie un passo decisivo nell’innovazione tecnologica e diventa il primo centro pubblico in Italia a dotare entrambi i propri gantry – capaci di ruotare totalmente intorno al paziente a 360° – di sistemi avanzati di radioterapia guidata dalle immagini. A novembre sono stati trattati i primi pazienti con la nuova tecnologia 3D, già stablita come standard nella radioterapia con fotoni. Un risultato che consolida il ruolo decennale del trentino come riferimento internazionale nella radioterapia di precisione con fotoni e protoni. . I recenti traguardi e le prospettive future sono stati presentati oggi nel corso di una conferenza stampa nella sede del Unità operativa di Protonterapia alla presenza dell’assessore provinciale alla salute Mario Tonina, del direttore generale di Apss Antonio Ferro, della direttrice del dipartimento infrastrutture Debora Furlani, del direttore dell’Unità operativa di protonterapia Frank Lohr, della direttrice dell’U.o. di Fisica sanitaria Annalisa Trianni e di Francesco Tommasino docente di fisica medica dell’Università di Trento.

Protonterapia: rinnovato l'accordo triennale con la Regione del Veneto

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E' stato rinnovato anche per il triennio 2025-2027 l'Accordo tra la Regione del Veneto e la Provincia autonoma di Trento per l’erogazione, nei confronti di cittadini residenti in Veneto, delle prestazioni di Protonterapia. Oggi la decisione della Giunta provinciale, su indicazione dell'assessore alla salute, politiche sociali e cooperazione, Mario Tonina: "La collaborazione con la Regione Veneto conferma il ruolo del Centro di protonterapia di Trento come polo di eccellenza nazionale, dove si sviluppano competenze altamente specialistiche e si promuove la ricerca clinica - è il commento dell'assessore Tonina -. Accogliere un numero crescente di persone è importante per affinare ulteriormente le tecniche e per rafforzare l’esperienza dei professionisti coinvolti, con benefici diretti sulla qualità dei trattamenti. Nei casi oncologici più delicati, l’innovazione e la crescita della conoscenza non sono un valore astratto: si traducono in cure sempre più efficaci e in migliori prospettive per i pazienti".

Delegazione di Dubai in visita al Centro di protonterapia

Immagine: visita protonterapia delegazione Dubai.jpeg Creative Commons Attributon–ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0)
Il Centro di protonterapia di Trento ha ospitato in questi giorni una delegazione dell'Advanced Care Oncology Center di Al Furjan, di Dubai, importante centro di cura dei tumori degli Emirati Arabi Uniti. L’obiettivo della visita è stato quello di approfondire dal punto di vista clinico e tecnico le tematiche oggetto della collaborazione sottoscritta all’inizio di quest’anno tra la struttura dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari della Provincia autonoma di Trento e il Centro di Dubai.

Protonterapia: prorogato l'accordo con la Regione del Veneto

Immagine: Protonterapia1 (1).jpg Creative Commons Attributon–ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0)
E' stato prorogato l'Accordo tra la Regione del Veneto e la Provincia autonoma di Trento per l’erogazione, nei confronti di cittadini residenti in Veneto, delle prestazioni di Protonterapia. Lo ha stabilito oggi l'esecutivo, su proposta dell'assessore alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia, Stefania Segnana, fissando come nuova scadenza il 31 dicembre 2024. "L'obiettivo - spiega l'assessore - è quello di continuare a garantire, senza interruzioni, l'erogazione di queste prestazioni di elevato livello ai cittadini residenti nel Veneto, in un’ottica di integrazione dei servizi sanitari e di qualificazione della rispettiva offerta sanitaria. E' chiaro - prosegue l'assessore - che l'ambito di riferimento del Centro di Protonterapia è necessariamente sovraregionale. E' in questa prospettiva che stiamo lavorando, basti pensare alla collaborazione, sottoscritta lo scorso anno in piena pandemia, fra la struttura dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari e il Centro di Dubai, per trattare pazienti provenienti dagli Emirati Arabi Uniti. Il Centro fondato nel 2014 vanta ormai un'esperienza riconosciuta in ambito internazionale e sono sempre di più i pazienti che provengono dall’estero", conclude l'assessore.

Radiochirurgia con protoni al Centro di Protonterapia di Trento

Radiochirurgia con protoni al Centro di Protonterapia di Trento

Questa settimana, al Centro di protonterapia di Trento, dopo una fase di implementazione tecnica svoltasi nei mesi scorsi, è stato trattato il primo paziente con radiochirurgia con protoni. Per il trattamento sono state utilizzate apparecchiature di «nuova generazione» (erogazione attiva). Il primo caso trattato è stato eseguito con successo.

Protonterapia, protocollo d’intesa con l’ospedale Meyer

Protonterapia, protocollo d’intesa con l’ospedale Meyer

È stata firmata oggi a Firenze la convenzione tra l’Azienda provinciale per i servizi sanitari e l’Azienda ospedaliero universitaria Meyer per la collaborazione nell’ambito dell’assistenza medica ai pazienti oncologici pediatrici. Il documento sottoscritto oggi dal direttore generale dell’Apss Paolo Bordon e dal direttore generale dell’Aou Meyer Alberto Zanobini individua il Centro di protonterapia di Trento come riferimento per la cura dei tumori attraverso l’utilizzo dei protoni.

Delegazione rumena in visita al centro di Protonterapia di Trento

Delegazione rumena in visita al centro di Protonterapia di Trento

E’ proseguita oggi al centro di Protonterapia di Trento la visita della delegazione rumena guidata dal segretario di Stato Cristian Grasu, giunta in Trentino su incarico del Governo di Bucarest per studiare il modello sanitario provinciale, nell'ambito di un progetto europeo che si propone di favorire il confronto e lo sviluppo di collaborazioni fra le diverse realtà nazionali e regionali. 

L'Italrugby in visita al Centro di protonterapia di Trento

L'Italrugby in visita al Centro di protonterapia di Trento

Tra un allenamento, una riunione tecnica e una seduta in palestra l’Italrugby del coach Conor O’Shea, in ritiro premondiale a Pergine Valsugana, ha trovato il tempo per visitare il Centro di protonterapia di Trento, la struttura altamente specialistica dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari per la cura dei tumori attraverso l’utilizzo di tecnologia sofisticata e innovativa. 

31° Seminario Pezcoller | "Il ruolo della radioterapia moderna e della protonterapia nel trattamento del linfoma nel terzo millennio" [06/12/2019]

31° Seminario Pezcoller | "Il ruolo della radioterapia moderna e della protonterapia nel trattamento del linfoma nel terzo millennio" [06/12/2019]

Il seminario affronterà un tema di grande attualità in campo onco-ematologico, quali le moderne forme di irradiazione dei linfomi che rappresentano uno dei presidi terapeutici fondamentali nell’approccio multimodale a queste malattie.

Ulteriori informazioni

Visite guidate

Il Centro di protonterapia organizza visite guidate per piccoli gruppi e momenti informativi per professionisti di diversa estrazione sanitaria e non (medici, fisici, tecnici, infermieri) e studenti.

Per pianificare la visita contattare: protonterapia@asuit.tn.it. 

Ultimo aggiornamento: 15/10/2026 - 10:57