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Sanità delle Giudicarie, l'incontro sul territorio

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Serve attrattività della proposta a supporto delle risorse umane sanitarie, è necessario potenziare il ruolo dei medici, soprattutto quelli di medicina generale e investire sulla prevenzione. Nei territori turistici, occorrono sinergia e strategia con le altre strutture sanitarie e offrire servizi innovativi a cittadini e ospiti. Meno file al pronto soccorso e liste di attesa più snelle, disincentivando coloro che vi accedono impropriamente. Liberare risorse per valorizzare il lavoro del personale sanitario, anche grazie al corso di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia. Questo il fulcro del messaggio che l'assessore provinciale alla salute e politiche sociali ha portato ieri nel tardo pomeriggio agli amministratori delle Giudicarie, nell'incontro che si è tenuto presso la sede del Centro Studi Judicaria di Tione. Per l'Apss erano presenti il direttore generale Antonio Ferro, il direttore dell’Ospedale di Tione Andrea Ziglio, il direttore del Distretto sud Luca Fabbri e i responsabili delle U.O dell'Ospedale: Matteo Riccadonna direttore della medicina interna e pronto soccorso, Carlo Valduga alla guida della chirurgia, Fabrizio Cont direttore di ortopedia e traumatologia, Gabriela Andrea Clementi a capo di anestesia e rianimazione e Luisa Ventura, responsabile di radiologia.

Rsa in Val Rendena, doppia visita dell'assessore alla salute e politiche sociali

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Doppia visita oggi dell'assessore alla salute, politiche sociali e cooperazione in Val Rendena, che prima si è recato all'Apsp "Abelardo Collini” di Pinzolo e quindi all'Apsp “Casa di Riposo San Vigilio" di Spiazzo. Come di consueto l'assessore provinciale era accompagnato dalla direttrice dell'Ufficio politiche a favore delle persone non autosufficienti Micaela Gilli e da Marcello Guidi del Servizio provinciali politiche sanitarie e per la non autosufficienza, nonché, per l'Apss, dal direttore del distretto sud Luca Fabbri, dal direttore del Supporto clinico organizzativo alle Rsa Sergio Minervini e dalla direttrice dell’U.O. Organizzazione servizi sanitari di base Distretto Sud Carmela Scozzafava. Ad accogliere la delegazione provinciale vi erano il presidente dell'Apsp di Pinzolo con la direttrice Anna Valeria Giovannini, la presidente dell'Apsp di Spiazzo con il direttore Roberto Povoli, i membri del cda, il personale, nonché gli amministratori locali.

La salute pubblica come propulsore della nazione e collante sociale

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Recuperare la cultura dell’importanza della salute pubblica, da cui dipendono forza, prosperità e ricchezza di una nazione. È questo il concetto cardine della lezione “La salute (non) è in vendita “ organizzata dall’ordine provinciale dei medici chirurghi e degli odontoiatri e tenuta ieri in Sala Falconetto di Palazzo Geremia dal ricercatore Giuseppe Remuzzi, nell’ambito delle celebrazioni a Trento della Giornata Mondiale della salute. Molti i temi toccati dal relatore il quale ha illustrato alcune delle componenti che contribuiscono a rendere meno efficace il sistema sanitario nazionale, ma non sono mancate le proposte migliorative per invertire la rotta e migliorare la salute pubblica.

Un nuovo piano per l’Apsp Giacomo Cis di Bezzecca

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Momento di festa per tutta la comunità ledrense oggi, a Bezzecca, per l’inaugurazione di un nuovo piano dell’Apsp Giacomo Cis. Si sono infatti da poco conclusi i lavori di ristrutturazione del quarto piano, reso fruibile grazie a un intervento di sopraelevazione della copertura, che erano iniziati nel gennaio del 2022. Oggi, alla cerimonia, era presente l’assessore provinciale alla salute e politiche sociali, accolto dalla presidente della struttura Marisa Dubini, dal direttore Paolo Bortolamedi e dai locali amministratori, fra cui il sindaco del Comune di Ledro. Presenti anche i sindaci di Riva del Garda e Drena, oltre a rappresentanti del mondo dell’associazionismo, del volontariato, della Protezione civile, autorità militari e religiose.

L'assessore alla salute in visita all'APSP Residenza Valle dei Laghi di Cavedine

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Una struttura moderna, incentrata su modelli organizzativi flessibili, sull’efficientamento delle risorse - ottenuto anche attraverso la consortilizzazione di alcune funzioni - e con l’obiettivo di costruire servizi attorno al bisogno dell’ospite, che è posto al centro. È la Residenza Valle dei Laghi, azienda pubblica per servizi alla persona di Cavedine che stamattina l’assessore provinciale alla salute, politiche sociali e cooperazione ha visitato accompagnato dalla dirigente del Servizio provinciale politiche sanitarie e per la non autosufficienza Monica Zambotti e dalla direttrice dell'Ufficio politiche a favore delle persone non autosufficienti Micaela Gilli. Insieme a loro erano presenti per l’Azienda provinciale per i servizi sanitari la direttrice dell’Unità operativa organizzazione servizi sanitari di base - Distretto nord Monica Bonenti e il direttore per il supporto clinico organizzativo alle Rsa Sergio Minervini.

L’assessore alla salute ha visitato la RSA “Casa Famiglia” di Cadine

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L’assessore provinciale alla salute, politiche sociali e cooperazione, nell’ambito delle visite programmate alle realtà che offrono servizi socio-assistenziali, ha visitato oggi anche la RSA “Casa Famiglia” di Cadine. L’assessore era accompagnato da Monica Bonenti, direttrice dell’Unità operativa organizzazione servizi sanitari di base - Distretto nord, di Apss, dal direttore per il supporto clinico organizzativo alle Rsa di Apss Sergio Minervini, dalla dirigente del Servizio provinciale politiche sanitarie e per la non autosufficienza Monica Zambotti, dalla direttrice dell'Ufficio politiche a favore delle persone non autosufficienti Micaela Gilli. E’ stato accolto dal direttore della struttura Patrick Coser, dalla presidente di Spes Paola Maccani, dal direttore generale di Spes Italo Monfredini, dalla vice direttrice generale Maria Silvia Cadeddu, dalla responsabile tecnico-assistenziale Antonella Busto, dalla direttrice sanitaria Ada Cecchino e il dottor Claudio Ramponi. Alla visita hanno partecipato anche due parenti degli ospiti che hanno parlato della loro esperienza.

Oggi la visita dell'assessore provinciale all'APSP “Fondazione Comunità di Arco”

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Proseguono le visite sul territorio dell'assessore provinciale alla salute e politiche sociali che stamattina era all'APSP “Fondazione Comunità di Arco”, insieme alla dirigente del Servizio provinciale politiche sanitarie e per la non autosufficienza Monica Zambotti, alla direttrice dell'Ufficio politiche a favore delle persone non autosufficienti Micaela Gilli e a Marcello Guidi del Servizio provinciali politiche sanitarie e per la non autosufficienza; per l'Apss erano presenti il direttore del Supporto clinico organizzativo alle Rsa Sergio Minervini e la direttrice dell’U.O. Organizzazione servizi sanitari di base Distretto Sud Carmela Scozzafava. Ad accogliere l'assessore provinciale vi erano il presidente della Fondazione con il direttore Laura Pollini e gli altri membri del Cda, personale e infermieri, nonché il sindaco e il vicesindaco. Quella arcense è una struttura articolata su 12.000 metri quadrati con 7 mila metri di giardino, che oggi accoglie 132 posti letto autorizzati e accreditati, di cui 120 posti di base e 12 di nucleo sanitario; 180 sono i dipendenti, di cui 137 full time, circa 120 i pasti consegnati ogni giorno a domicilio.

Rovereto, iniziano i trasferimenti nella Casa della comunità

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Entrano nel vivo a Rovereto i trasferimenti delle attività del Distretto sud nella nuova sede di via Lungo Leno, area ex Bimac. I primi servizi a spostarsi saranno l’Unità operativa di psicologia clinica e quella di Igiene e sanità pubblica che traslocheranno dall’attuale sede di piazzale Leoni nel corpo B della Casa della comunità rispettivamente al secondo piano e al primo piano. Nel corso del fine settimana sono previsti i traslochi di ambulatori e uffici e le attività delle due Unità operative riprenderanno a partire da martedì 21 maggio nella nuova sede.

Le priorità della “Strategia provinciale” per un Trentino sostenibile e inclusivo

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Il diritto all’accessibilità della casa, le politiche per favorire la natalità e le famiglie, la tutela del lavoro di qualità e del potere d’acquisto, la transizione ecologica unita alla riconversione energetica del patrimonio edilizio e alla chiusura del ciclo dei rifiuti. Ma anche la promozione dei territori di montagna, gli investimenti sulla rete integrata dei servizi sanitari con il polo ospedaliero-universitario, le nuove infrastrutture per la mobilità e i collegamenti, gli interventi per la sicurezza e tutela del territorio, l’innovazione anche in ambito scolastico e formativo. Queste alcune delle priorità indicate dalla Giunta provinciale nel documento della “Strategia provinciale” per la XVII legislatura, oggi all’esame dell’esecutivo. Un piano di azione che focalizza obiettivi e iniziative concrete per lo sviluppo a 360 gradi del Trentino da qui ai prossimi anni, finalizzando interventi già avviati e individuando ulteriori sfide. A presidiare l’elaborazione del programma il presidente della Provincia e assessori, ognuno per la propria area di competenza, supportati dalle strutture tecniche dell’Amministrazione. Il documento, che sostituisce il Piano di sviluppo provinciale, è una sorta di atto di indirizzo, come spiega il presidente della Provincia, che permette di aggiornare i temi prioritari sui quali lavorare per il benessere del Trentino. Inoltre, si tratta di un passaggio che quest’anno anticipa la manovra di assestamento, prevista in estate, nella quale verrà destinato l’avanzo di amministrazione. Dagli ultimi dati emerge un buon andamento dell’economia trentina, grazie alla spinta dei vari settori produttivi, come chiarisce lo stesso presidente, ma restano le grandi incognite che obbligano il governo locale a nuovi ragionamenti: dall’inverno demografico alla carenza di manodopera, dalle incertezze dell’economia mondiale al caro materiali fino ad arrivare agli scenari aperti dall’evoluzione informativa e tecnologica.

Studentati sostenibili: un corso di cucina per fare comunità

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Profumi che si diffondono per tutto il piano, rumore di pentole e voci in sottofondo di giovani che trascorrono una cena in compagnia: ecco cosa succede dallo scorso dicembre nelle quaranta cucine delle residenze San Bartolameo e Mayer. L’occasione è un corso di cucina sostenibile, organizzato da Opera Universitaria con la collaborazione della Cooperativa Samuele, rivolto agli ospiti degli studentati universitari. Ieri sera si è tenuta la visita della presidente di Opera Universitaria Maria Laura Frigotto e del presidente della Cooperativa Samuele ai ragazzi dello studentato Mayer.

Apsp, l’assessore alla salute in visita alle strutture del Tesino

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L’altopiano del Tesino e l’abitato Strigno e le relative Aziende pubbliche di servizi alla persona trentine hanno ospitato le visite effettuate dell’assessore alla salute e alle politiche sociali per comprendere meglio le caratteristiche, aspirazioni, necessità delle strutture dedicate agli anziani. L’assessore si è recato nelle Apsp di Castello Tesino, Pieve Tesino e Strigno, accolto dai sindaci dei tre Comuni e affiancato dal direttore per il supporto clinico organizzativo alle Rsa Sergio Minervini, dal direttore dell’Unità operativa organizzazione servizi sanitari di base - Distretto est Alberto Crestani, da Micaela Gilli e Marcello Guidi del servizio politiche sanitarie per la non autosufficienza.

Apsp, l’assessore alla salute in visita alle strutture della Bassa Valsugana

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Prosegue l’operazione ascolto dell’assessore alla salute e alle politiche sociali nelle Aziende pubbliche di servizi alla persona trentine. Nella giornata di martedì, assieme alla direttrice per l’integrazione socio-sanitaria dell’Apss Elena Bravi, al direttore per il supporto clinico organizzativo alle Rsa Sergio Minervini, al direttore del distretto Est Enrico Nava e da Micaela Gilli del servizio politiche sanitarie per la non autosufficienza, l’assessore ha fatto visita alle Apsp San Giuseppe di Roncegno Terme, San Lorenzo e Santa Maria della Misericordia di Borgo Valsugana e Suor Filippina di Grigno. In tutte le residenze erano presenti anche i sindaci del luogo.

Ospedale Santa Chiara: proseguono gli interventi di bonifica

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Stanno proseguendo anche nella giornata odierna i lavori per la bonifica delle aree dell’ospedale Santa Chiara di Trento interessate dal principio di incendio che si è sviluppato nella mattinata di mercoledì scorso. Accanto al personale tecnico e sanitario dell’Azienda sanitaria ed al Dipartimento protezione civile della Provincia hanno contributo al rapido spostamento del materiale deteriorato squadre dei vigili del fuoco e del Servizio provinciale Bacini montani (con un gruppo proveniente per lo più dalla Val di Ledro). A tutti, il ringraziamento del presidente della Provincia e dell’assessore provinciale alla salute.

Ospedale Santa Chiara: si lavora per la bonifica e il ripristino degli ambienti

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Dopo il principio di incendio che ha interessato una sala endoscopica dell’Unità operativa multizonale di gastroenterologia ed endoscopia digestiva al secondo piano corpo B dell’ospedale Santa Chiara di Trento si sta procedendo con le attività di bonifica, pulizia e ripristino degli ambienti interessati dal principio di incendio. Sono in atto le attività di ripristino anche delle aree limitrofe, come le stanze di degenza di ginecologia e neurologia, gli ambulatori di oculistica e il day hospital medico ai piani superiori e al piano inferiore il gruppo operatorio dell’ortopedia. Gli interventi di urgenza-emergenza di endoscopia e gastroenterologia da lunedì prossimo tornano ad essere gestiti dal Santa Chiara. Le attività ambulatoriali e le attività di ricovero sono state ricollocate all’interno del Santa Chiara e non hanno subito interruzioni. L’attività operatoria è proseguita con lievi ripercussioni sulla programmazione.

Incendio al Santa Chiara: la risposta rapida del sistema d’emergenza

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Disagi contenuti e nessun paziente coinvolto. L’intervento tempestivo dei vigili del fuoco ha evitato il propagarsi delle fiamme, divampate questa mattina in un ambulatorio dell’Unità operativa multizonale di gastroenterologia ed endoscopia digestiva al secondo piano, corpo B, dell’ospedale Santa Chiara. Il principio di incendio si è sviluppato in un’area ambulatoriale dove al momento dell’incendio non c’era attività sanitaria e non ha comportato conseguenze per le persone. Le procedure previste sono state attivate immediatamente, la squadra antincendio interna è immediatamente intervenuta per gestire la problematica allertando i Vigili del fuoco che in meno di 40 minuti dal momento della segnalazione hanno raggiunto l’ospedale e domato le fiamme.

Apsp, l'assessore alla salute in visita alle strutture della Valle del Chiese

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Hanno fatto tappa nella Valle del Chiese gli incontri dell'assessore alla salute e alle politiche sociali nelle Aziende pubbliche di servizi alla persona del Trentino, pensati per toccare con mano le realtà territoriali e ascoltarne necessità e progetti futuri. Accompagnato dal direttore per il supporto clinico organizzativo alle Rsa Sergio Minervini, dalla direttrice per l’integrazione socio-sanitaria dell’Apss Elena Bravi, dal direttore del distretto sud Luca Fabbri, da Micaela Gilli del servizio politiche sanitarie per la non autosufficienza, dalla dirigente medico dell’unità operativa cure primarie Elisa Casagrande e dalla direttrice facente funzioni del dipartimento cure primarie del distretto sud Oliviana Gelasio, l’assessore ha visitato ieri l’Apsp Rosa dei Venti a Borgo Chiese, l’Apsp Villa San Lorenzo a Storo e l’Apsp Padre Odone Nicolini a Pieve di Bono.

Principio di incendio all’ospedale Santa Chiara domato in poco tempo: nessun ferito

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Un principio di incendio ha interessato stamani un ambulatorio visite (endoscopia), al secondo piano dell’ospedale Santa Chiara di Trento. Nessun degente si trovava negli spazi interessati dal rogo, quando le fiamme si sono sviluppate. Non si registrano feriti e nessun paziente è stato evacuato.

Sanifonds Trentino, il Fondo sanitario integrativo amplia le sue coperture

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Ecco le principali novità di Sanifonds Trentino, il Fondo sanitario integrativo provinciale, che riguardano in particolare i dati di bilancio e le nuove garanzie rivolte a non autosufficienti e familiari. Partendo dai numeri, è un quadro decisamente positivo quello che emerge dal Bilancio annuale 2023 di Sanifonds, presentato nel corso dell’assemblea del 24 aprile e che parla di incremento del numero iscritti, espansione delle coperture, miglioramento delle prestazioni erogate e dei principali indicatori economici. Uno scenario più che incoraggiante, preludio a un ulteriore consolidamento del Fondo sanitario trentino e della sua crescente offerta previdenziale nel settore del welfare integrativo. A oggi, il Fondo conta 78mila iscritti contro i 54mila del 2020 e i 28mila del 2016. Metà di loro, 39.500, ha utilizzato almeno una volta le prestazioni offerte. In questo quadro, le nuove adesioni includono i dipendenti di Regione Trentino Alto Adige, della Camera di Commercio di Trento e dell’Ordine dei Medici nella stessa provincia mentre la copertura Long Term Care (LTC) per la non autosufficienza è stata estesa a tutti i lavoratori del settore turismo. La crescita, dunque, appare evidente ma i numeri non sono tutto: significativo, infatti, è anche il ribilanciamento della base contributiva che ha caratterizzato l’espansione di Sanifonds: otto anni fa gli iscritti erano esclusivamente dipendenti pubblici, mentre oggi il 43% proviene dal settore privato.

Le novità di Sanifonds, domani la conferenza stampa in Provincia

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Sanifonds Trentino, il Fondo sanitario integrativo provinciale, presenta i dati di bilancio e le nuove garanzie rivolte in particolare a non autosufficienti e familiari. Novità che saranno illustrate nella conferenza stampa di domani, martedì 23 aprile 2024, alle 10.30 in Sala Belli, nella sede di piazza Dante 15 della Provincia autonoma di Trento, con la partecipazione dei vertici di Sanifonds.

Donazione beni dismessi ad associazioni di volontariato

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L'Azienda provinciale per i servizi sanitari mette gratuitamente a disposizione delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale presenti nel territorio provinciale o nazionale, nonché delle strutture sanitarie operanti nei Paesi in via di sviluppo, arredi vari dismessi dalle proprie strutture. Le richieste dovranno pervenire entro il 30 aprile.