Tumore al seno: a Tione il momento formativo
Lo screening è rivolto a tutti gli abitanti della Provincia di Trento di età compresa tra 50 e 69 anni, iscritti al Servizio Sanitario Provinciale.
Il programma prevede la raccolta di un campione di feci a casa, da consegnare successivamente in uno dei punti di raccolta dedicati sul territorio. In caso di esito positivo, viene programmata una colonscopia di approfondimento.
Per aderire allo screening è sufficiente ricevere la lettera di invito dal programma provinciale e seguire le indicazioni riportate. Non servono altri documenti particolari.
I campioni devono essere consegnati in uno dei punti di conferimento riportati sul retro della lettera di invito.
Lo screening permette di individuare precocemente eventuali lesioni o tumori del colon-retto, migliorando le possibilità di trattamento e sopravvivenza. I dati raccolti in Trentino mostrano un impatto positivo sulla salute della popolazione target.
La partecipazione allo screening colon-retto è su base volontaria.
Lo screening colon-retto è gratuito.
L’HPV (Human Papilloma Virus) è il virus responsabile del tumore del collo dell’utero (carcinoma della cervice uterina), il primo tumore riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come totalmente riconducibile a un’infezione virale. Esistono oltre 200 genotipi di virus HPV che possono infettare l’essere umano, di cui un terzo è associato a patologie del tratto ano-genitale (sia benigne che maligne). Il genotipo 16 è responsabile di circa il 50% dei casi di cancro della cervice uterina, mentre il genotipo 18 del 20%; gli altri genotipi sono correlati con il restante 30%. I genotipi 6 e 11 invece sono responsabili di lesioni benigne o di basso grado a livello della mucosa genitale, respiratoria, orale e congiuntivale.
L’HPV è l’infezione più comunemente trasmessa attraverso i rapporti sessuali. Anche i rapporti sessuali non completi, come un semplice contatto con l’area genitale, possono trasmettere il virus. Molto spesso le persone che contraggono il virus sono asintomatiche; quindi, non manifestano alcun sintomo, ma possono comunque infettare altri individui. Sia gli uomini che le donne possono trasmettere il virus. L’utilizzo del preservativo non garantisce una completa protezione nei confronti del virus HPV e per questo è fondamentale la prevenzione attraverso la vaccinazione.
Non esistono sintomi specifici causati dall’infezione da HPV. La maggior parte delle persone che contraggono il virus guariscono spontaneamente e senza conseguenze. Esiste però una minoranza di persone in cui l’infezione persiste, ed il virus, rimanendo per anni all’interno dell’organismo, può indurre la comparsa di lesioni pre-cancerose. È fondamentale che queste lesioni vengano individuate il prima possibile attraverso i test di screening (PAP test/HPV-DNA test) in modo tale da poter esser trattate in modo appropriato impedendone l’evoluzione in cancro della cervice uterina.
Non esiste una cura specifica per tale infezione. Risulta quindi fondamentale la prevenzione attraverso: l’utilizzo del profilattico, la vaccinazione contro il virus HPV e l’adesione ai test di screening periodici. Le lesioni pre-tumorali e tumorali possono essere oggetto di trattamento specifico.
Quando si contrae il virus HPV il sistema immunitario risponde e nella maggioranza dei casi si ha la risoluzione dell’infezione senza conseguenze. I genotipi 16 e 18 tendono più facilmente a causare infezioni croniche e quindi, dopo anni, a dare origine al cancro della cervice uterina.
No. Il virus è responsabile anche del cancro di vulva, vagina, ano, pene e carcinomi orofaringei in entrambi i sessi, oltre che dei condilomi genitali. Il cancro della cervice uterina è quello più frequentemente causato da tale virus: nel 99,7% dei carcinomi della cervice viene riscontrato il virus HPV.
Sì, è possibile infettarsi nuovamente con lo stesso genotipo di HPV anche se in passato si era già stati infettati. Questo può succedere perché le difese, in seguito all’infezione naturale, sono intense ma di breve durata. La vaccinazione è in grado di determinare una difesa più duratura e almeno 10 volte superiore a quella causata dall’infezione naturale.