La cura passa anche dagli spazi: il dono di Lilt alla Senologia
L’HPV (Human Papilloma Virus) è il virus responsabile del tumore del collo dell’utero (carcinoma della cervice uterina), il primo tumore riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come totalmente riconducibile a un’infezione virale. Esistono oltre 200 genotipi di virus HPV che possono infettare l’essere umano, di cui un terzo è associato a patologie del tratto ano-genitale (sia benigne che maligne). Il genotipo 16 è responsabile di circa il 50% dei casi di cancro della cervice uterina, mentre il genotipo 18 del 20%; gli altri genotipi sono correlati con il restante 30%. I genotipi 6 e 11 invece sono responsabili di lesioni benigne o di basso grado a livello della mucosa genitale, respiratoria, orale e congiuntivale.
L’HPV è l’infezione più comunemente trasmessa attraverso i rapporti sessuali. Anche i rapporti sessuali non completi, come un semplice contatto con l’area genitale, possono trasmettere il virus. Molto spesso le persone che contraggono il virus sono asintomatiche; quindi, non manifestano alcun sintomo, ma possono comunque infettare altri individui. Sia gli uomini che le donne possono trasmettere il virus. L’utilizzo del preservativo non garantisce una completa protezione nei confronti del virus HPV e per questo è fondamentale la prevenzione attraverso la vaccinazione.
Non esistono sintomi specifici causati dall’infezione da HPV. La maggior parte delle persone che contraggono il virus guariscono spontaneamente e senza conseguenze. Esiste però una minoranza di persone in cui l’infezione persiste, ed il virus, rimanendo per anni all’interno dell’organismo, può indurre la comparsa di lesioni pre-cancerose. È fondamentale che queste lesioni vengano individuate il prima possibile attraverso i test di screening (PAP test/HPV-DNA test) in modo tale da poter esser trattate in modo appropriato impedendone l’evoluzione in cancro della cervice uterina.
Non esiste una cura specifica per tale infezione. Risulta quindi fondamentale la prevenzione attraverso: l’utilizzo del profilattico, la vaccinazione contro il virus HPV e l’adesione ai test di screening periodici. Le lesioni pre-tumorali e tumorali possono essere oggetto di trattamento specifico.
Quando si contrae il virus HPV il sistema immunitario risponde e nella maggioranza dei casi si ha la risoluzione dell’infezione senza conseguenze. I genotipi 16 e 18 tendono più facilmente a causare infezioni croniche e quindi, dopo anni, a dare origine al cancro della cervice uterina.
No. Il virus è responsabile anche del cancro di vulva, vagina, ano, pene e carcinomi orofaringei in entrambi i sessi, oltre che dei condilomi genitali. Il cancro della cervice uterina è quello più frequentemente causato da tale virus: nel 99,7% dei carcinomi della cervice viene riscontrato il virus HPV.
Sì, è possibile infettarsi nuovamente con lo stesso genotipo di HPV anche se in passato si era già stati infettati. Questo può succedere perché le difese, in seguito all’infezione naturale, sono intense ma di breve durata. La vaccinazione è in grado di determinare una difesa più duratura e almeno 10 volte superiore a quella causata dall’infezione naturale.
Il vaccino riduce la probabilità di contrarre l’infezione da HPV. Di conseguenza, vaccinandosi contro l’HPV, si ha un minor rischio di sviluppare le lesioni pre-cancerose che con gli anni, se non trattate, potrebbero evolversi in tumore.
Attualmente viene usato il vaccino nonavalente che protegge contro i seguenti genotipi virali: 6, 11, 16, 18, 31, 33, 45, 52 e 58. Il vaccino è costituito da particelle simil-virali che non hanno alcuna capacità di riprodursi o infettare ma hanno solamente l’aspetto esterno simile a quello del virus. Il sistema immunitario, quindi, viene stimolato e produce gli anticorpi contro le proteine della superficie del virus. Questo permette, nel caso la persona entri in contatto con il virus, di avere già in circolo gli anticorpi pronti a entrare in azione e neutralizzare il patogeno impedendogli di penetrare nelle cellule delle mucose. In passato venivano usate due formulazioni diverse di vaccino: il vaccino bivalente che proteggeva contro i sierotipi 16 e 18, e il vaccino quadrivalente che conferiva immunità nei confronti dei sierotipi 6, 11, 16 e 18.
Il vaccino contro l'HPV offre una protezione efficace, particolarmente elevata nelle persone che non hanno ancora contratto l’infezione, come coloro che non hanno mai avuto rapporti sessuali. L’efficacia è ridotta in chi ha già avuto rapporti sessuali, poiché aumenta la probabilità di aver contratto o di essere stati esposti a un’infezione da HPV. Tuttavia, il vaccino non solo previene l’infezione da nuovi genotipi del virus, ma impedisce anche la reinfezione da parte dello stesso genotipo precedentemente contratto. Inoltre, la risposta anticorpale indotta dalla vaccinazione è più intensa e duratura rispetto a quella generata dall’infezione naturale. Questo permette di beneficiare comunque dell’effetto protettivo del vaccino, anche in caso di pregressa esposizione all’HPV.
No. Le raccomandazioni internazionali non prevedono, per chi ha completato il ciclo vaccinale con vaccino bivalente o quadrivalente, di sottoporsi a rivaccinazione con vaccino nonavalente.
Con la delibera provinciale n. 1483 del 20 settembre 2024 viene estesa la gratuità della vaccinazione contro l’HPV alla popolazione femminile fino ai 40 anni compresi* e maschile fino ai 30 anni compresi, che non abbia già completato il ciclo vaccinale (anche con altro vaccino) e che risulti iscritta al servizio sanitario provinciale. Inoltre, viene confermata la gratuità del vaccino a tutte le persone infette da HIV, per i soggetti a rischio elevato di infezioni che si rivolgono all’ambulatorio IST (Infezioni Sessualmente Trasmesse) e per le donne che hanno subito trattamenti per lesioni HPV-correlate fino ad un massimo di 3 anni dal trattamento stesso.
*tutte le donne nate dal 1984 e gli uomini nati dal 1994 mantengono la gratuità alla vaccinazione per tutta la durata della campagna vaccinale, anche se effettuano la somministrazione dopo i 40 anni per le donne e i 30 anni per i maschi (la gratuità fa riferimento alla coorte di nascita e non all'età effettiva).
Dalle 9 alle 12 di ogni secondo sabato del mese ci si potrà vaccinare senza necessità di prenotazione nei centri vaccinali di:
È possibile anche prenotare un appuntamento per le tradizionali sedute vaccinali settimanali. In questo caso il vaccino va prenotato al Cup online o telefonico (0461 379400), oppure tramite il portale TreC+ o l’app TreC+.
I minorenni saranno chiamati alla vaccinazione con una lettera di invito nella quale verrà indicato l’appuntamento, mentre i maggiorenni potranno prenotarsi attraverso il portale TreC+, l'app Trec+, o telefonando (0461 379400).
La vaccinazione nel maschio è fondamentale non solo per prevenire i condilomi genitali ma soprattutto le lesioni pre-cancerose e i tumori dell’ano, pene e distretto testa-collo (carcinomi orofaringei). Inoltre, vaccinando anche i maschi si potrà ridurre la circolazione del virus comportando benefici per entrambi i sessi.
L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) raccomanda di somministrare il vaccino (sia ai maschi che alle femmine) prima dell’inizio dei rapporti sessuali in modo tale da indurre un’efficace protezione prima di venire a contatto con il virus HPV. Inoltre, il sistema immunitario in questa fascia di età risponde molto bene alla vaccinazione. È fortemente sconsigliato posticipare la vaccinazione poiché così facendo si perde l’opportunità di somministrare il vaccino prima dell’esposizione al virus HPV che avviene solitamente con i primi rapporti sessuali.
Sì. La vaccinazione è in grado di stimolare la risposta anticorpale anche in uomini e donne adulti e quindi di proteggerli dall’infezione da HPV. In questa popolazione la probabilità di esser già entrati in contatto almeno una volta con il virus è più elevata rispetto agli adolescenti e quindi il vaccino conferirà protezione nei confronti dei genotipi HPV non ancora incontrati.
Il vaccino contro l'HPV è assolutamente sicuro. È possibile, in alcuni casi dopo la vaccinazione, la comparsa di alcuni effetti collaterali ma di lieve entità quali: dolore, rigonfiamento e rossore nel sito di iniezione, mal di testa, sensazione di malessere generale o febbre. Tutti questi effetti si risolvono spontaneamente nell’arco di qualche giorno senza alcuna conseguenza. Inoltre, il vaccino se somministrato prima di entrare in contatto con il virus, conferisce una protezione del 90-100% nei confronti di lesioni pre-cancerose causate dai genotipi di HPV contenuti all’interno del vaccino.
Gli studi effettuati sui soggetti vaccinati da lunga data indicano che la protezione si è mantenuta alta per almeno 10 anni. Essendo però la vaccinazione estesa su larga scala solo negli ultimi 10 anni, non è ancora possibile sapere in modo definitivo quanto duri l’efficacia. Continuano quindi gli studi per valutare se in futuro sarà necessaria una dose di richiamo.
L’unica controindicazione assoluta è la reazione allergica grave (anafilassi) a una dose precedente dello stesso vaccino o a uno dei suoi componenti.
Il vaccino non è raccomandato nelle donne in gravidanza poiché le prove di non pericolosità in questa categoria sono limitate. Sono in corso ulteriori studi. Nonostante ciò, nel caso una donna venisse vaccinata durante una gravidanza non ancora nota, non è indicata l’interruzione della gravidanza in quanto gli studi condotti non hanno dimostrato particolari problemi per la madre o per il feto in tali casi.
Fino all’età di 14 anni inclusi vengono somministrate due dosi a distanza di 6-12 mesi l'una dall’altra. A partire dai 15 anni compiuti vengono somministrate 3 dosi: le prime due a distanza di 1-2 mesi l’una dall’altra, e la terza dose a distanza di 6 mesi dalla prima. Le tre dosi devono essere somministrate preferibilmente entro un periodo di un anno. Non è mai indicato ricominciare il ciclo vaccinale dall’inizio. Il vaccino viene iniettato per via intramuscolare nella regione deltoidea del braccio.
Assolutamente sì! Il vaccino è un alleato degli screening ma non li sostituisce. Esistono diversi genotipi di HPV non contenuti nel vaccino che possiamo contrarre nell’arco della vita; quindi, è fondamentale continuare a sottoporsi periodicamente agli screening in modo tale da individuare precocemente le lesioni pre-cancerose dovute all’infezione da HPV e quindi trattarle in tempo prima che queste evolvano in tumori.