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Day hospital oncologico di Cles, incontro tra l’assessore Segnana ed i sindaci della Val di Sole

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“Il day hospital oncologico dell’ospedale Valli del Noce di Cles è stato temporaneamente sospeso e sarà riattivato il prima possibile”. Lo ha ribadito l’assessore provinciale alla salute, Stefania Segnana, che nel pomeriggio – insieme al dirigente generale Giancarlo Ruscitti e dal direttore del servizio ospedaliero provinciale dell’Azienda sanitaria, Giovanni Maria Guerrera – ha incontrato i sindaci della Val di Sole.

Cles, a gennaio riprende l’attività del day hospital oncologico

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«Come promesso a tutti i sindaci dei comuni delle valli di Non e di Sole e ai commissari delle rispettive Comunità di Valle nell’incontro che si era tenuto nelle scorse settimane dopo la sospensione del day hospital oncologico dell’ospedale Valli del Noce di Cles, comunico con soddisfazione che l’11 gennaio riprenderà a pieno regime l’attività oncologica e internistica del day hospital dell’Unità operativa di medicina». La comunicazione è stata data oggi dall’assessore provinciale alla salute, Stefania Segnana, che, nel pomeriggio, insieme al dirigente generale Giancarlo Ruscitti e al direttore generale dell’Apss Pier Paolo Benetollo, ha incontrato gli amministratori locali delle valli di Non e Sole.

Per Protonterapia un accordo con Dubai

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Un nuovo traguardo per il Centro di Protonterapia di Trento: si tratta dell'accordo con l'Advanced Care Oncology Center di Al Furjan, a Dubai, che è stato sottoscritto fra il direttore generale dell'Azienda sanitaria trentina, Pier Paolo Benetollo, e l’amministratore delegato del Centro di Dubai, Bashir Abou Reslan. Si tratta di un ulteriore riconoscimento dell'alta qualità dei trattamenti offerti dal Centro trentino, ormai sempre più internazionale: il protocollo consentirà di trattare pazienti provenienti anche dagli Emirati Arabi Uniti, soprattutto bambini. La protonterapia è appunto una terapia indicata nei casi clinici più complessi, in tumori vicini ad organi o in pazienti di età pediatrica dove il trattamento è particolarmente difficoltoso e delicato. E il centro di Trento è un'eccellenza: nell'anno appena concluso, nonostante la pandemia a fine novembre erano stati oltre 300 i pazienti trattati, di cui un terzo in età pediatrica. 25 poi sono stati i pazienti provenienti dall’estero, da Austria, Spagna, Grecia, ma anche da Cile, Macedonia, Romania, ecc. a testimonianza di una elevata specializzazione medico-scientifica riconosciuta in ambito globale.

Prevenzione e test genetici contro i tumori

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Prevenzione, stili di vita salutari, ma soprattutto “l’arma” dei test genetici per favorire la lotta ai tumori, in particolare quelli come il cancro al seno e all’ovaio che tra i fattori di predisposizione hanno alcune mutazioni genetiche ereditarie. Individuare queste mutazioni, quindi, può essere una garanzia in più per la salute. Ecco perché il sistema trentino si è da tempo attivato per favorire tali prestazioni. In caso di positività in un paziente, viene data la possibilità anche ai familiari sani di effettuare il test e, se questo risulta positivo, di poter accedere ad un programma di sorveglianza ravvicinato ma anche ad una strategia chirurgica di riduzione del rischio. Questo il tema al centro dell’incontro, per i Giovedì dell’associazione “Lotus oltre il tumore al seno”, a Palazzo Trentini, dedicato proprio alla “predisposizione genetica ed ereditarietà del cancro al seno”, alla presenza dell’assessore provinciale alla salute Mario Tonina. “La genetica sta assumendo un ruolo sempre più centrale in ambito oncologico, con importanti ricadute sia sulle scelte terapeutiche che sull’organizzazione dei percorsi di cura”. Così l’assessore che ha ringraziato l’associazione per l’impegno rivolto alla cittadinanza e ha poi sottolineato il valore della prevenzione, per la salute di tutti i cittadini, e dei corretti stili di vita che la Provincia autonoma di Trento promuove. 

Tumori cerebrali: presentate le iniziative a favore dei pazienti

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Presentate oggi alla presenza dell’assessore alla salute Stefania Segnana, del direttore generale di Apss Pier Paolo Benetollo e dell’assessore Nadia Martinelli in rappresentanza delle autorità dell’Altopiano della Vigolana le iniziative dell’associazione “Pronti Qua” a favore dei pazienti affetti da tumore cerebrale e il percorso diagnostico terapeutico per la diagnosi e la cura delle patologia cerebrali adottato in Apss.

Ospedale Valli del Noce di Cles, visita dell'assessore Segnana al Day hospital oncologico

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Due medici, quattro infermieri e un operatore socio sanitario. Il Day hospital oncologico ha ripreso l'attività all'interno dell'ospedale Valli del Noce di Cles da poco meno di un mese: un servizio prezioso per i pazienti del territorio, presso il quale ogni settimana vengono effettuate tra le 50 e le 60 visite e una ventina di trattamenti chemioterapici. Una realtà importante, che l'assessore provinciale alla salute Stefania Segnana ha voluto conoscere da vicino nel pomeriggio di oggi, accompagnata dal dirigente generale Giancarlo Ruscitti, dal sindaco di Cles Ruggero Mucchi e dal commissario della Comunità Val di Sole Guido Redolfi. “Essere qui oggi era per me doveroso” ha osservato l'esponente dell'esecutivo provinciale, che ha evidenziato come la riattivazione del servizio dopo uno stop di alcune settimane a fine 2020 sia stata frutto dell'impegno congiunto tra Piazza Dante e Azienda Sanitaria, con il supporto degli amministratori locali: “L'amministrazione provinciale sostiene il grande valore degli ospedali di valle, che giocano un ruolo fondamentale e vitale per le comunità territoriali. Quello presente a Cles è un servizio essenziale per chi affronta una situazione difficile e complessa sia per il fisico sia a livello psicologico: ritengo positivo il confronto scaturito proprio a seguito di una situazione che la cittadinanza non poteva accettare. Desidero infine esprimere gratitudine e apprezzamento per il lavoro svolto dall'oncologo Claudio Graiff, responsabile di questa realtà, che sta trasmettendo conoscenze e professionalità a quanti in futuro saranno chiamati a raccogliere da lui il testimone”.

Al via un importante progetto di ricerca neuro-oncologica

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“Un approccio integrato alla pianificazione della neurochirurgia basato su dati multimodali”, è questa la denominazione del progetto approvato dalla Giunta provinciale, su indicazione dell'assessore alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia Stefania Segnana, e finanziato per un importo pari a 356.000 euro. Il progetto intende affrontare una sfida aperta e attuale nell’ambito della ricerca neuro-oncologica, ossia il miglioramento della pianificazione chirurgica, e della tecnica e della tecnologia applicati alla cura dei tumori cerebrali in una ottica di individualizzazione del trattamento e “precision care”. Il percorso di cura del paziente neuro-oncologico è infatti un processo articolato, che richiede un costante monitoraggio prima, durante e dopo l’intervento chirurgico perché agisce su un organo estremamente complesso, plastico ed in continua evoluzione come il cervello. Solo un approccio integrato che combini l’analisi e l’interpretazione dei dati longitudinali e l’avanzamento delle conoscenze neuroscientifiche può condurre ad una maggiore sopravvivenza, ridurre i rischi dei trattamenti e migliorare la qualità di vita dei pazienti.

Protonterapia, si rinnova la convenzione con l’Emilia Romagna

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La Giunta provinciale, su proposta di Stefania Segnana, assessore alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia, ha approvato la delibera che consente di confermare per altri tre anni la convenzione con la Regione Emilia Romagna per il Centro di protonterapia di Trento. Il rinnovo permette ai pazienti provenienti da fuori Trentino, in questo caso dall’Emilia Romagna, di continuare ad accedere alle cure specialistiche per la lotta ai tumori offerte da una struttura di eccellenza come quella trentina. “L’intesa con l’Emilia Romagna è un ulteriore conferma del fatto che la nostra Protonterapia sia ormai diventata un punto di riferimento nazionale e internazionale - così l’assessore Segnana -. Un’eccellenza sanitaria e scientifica, capace di offrire trattamenti ad alta specializzazione per la cura dei casi clinici più complessi. E allo stesso tempo una realtà che ha continuato a svolgere la sua importante attività anche durante la pandemia, rispettando tutti i protocolli Covid”.

Una borsa di studio in ricordo di Elena Bellante

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Una lezione speciale oggi alle scuole medie di Cavalese. Una lezione per ricordare la dolce e solare Elena Bellante una bambina che frequentava la scuola e che, nel 2019, è stata in cura nel Centro di Protonterapia di Trento. Una lezione con due insegnati speciali, la dottoressa Barbara Rombi che ha curato la piccola Elena durante la sua malattia e la dottoressa Federica Bertini che ha vinto la borsa di studio in sua memoria. Accompagnate dai genitori di Elena Bellante, Federica Cerri ed Antonio Bellante, e dalla sorella Francesca le dottoresse del Centro hanno incontrato i compagni di classe di Elena e hanno risposto alle loro domande. Un momento commovente che è stato anche l’occasione per riabbracciarsi e dare pubblicamente conto della destinazione dei fondi raccolti grazie alle donazioni di tante persone generose. La borsa di studio, finanziata con la raccolta fondi voluta dalla famiglia Bellante, permetterà alla dottoressa specializzata in radioterapia di acquisire specifiche competenze in campo dell’oncologia pediatrica frequentando l’Unità operativa di protonterapia e di contribuire alla ricerca scientifica in questo campo per garantire qualità di vita delle cure anche durante la malattia.

Dall’associazione Sintini un visore al day hospital pediatrico

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Bambini immersi nella realtà virtuale, per vivere in maniera meno traumatica il momento della terapia. Da oggi, grazie alla generosa donazione dell’associazione Giacomo Sintini, anche il day hospital pediatrico di Trento potrà utilizzare un visore 3D e applicare i concetti della realtà virtuale alla pratica clinica quotidiana. I piccoli pazienti potranno così vivere l’esperienza ospedaliera e la terapia in maniera più serena grazie ad una stimolazione mirata che permette di ridurre gli stati d’ansia. Il visore è stato donato dall’ex palleggiatore della Trentino Volley Giacomo Sintini a nome della sua associazione ed è stato consegnato oggi al day hospital pediatrico nel corso di una piccola e simbolica cerimonia negli spazi interni del Centro di Protonterapia di Trento alla presenza del direttore medico dell’ospedale Santa Chiara Mario Grattarola, del direttore dell’Unità operativa multizonale di pediatria Massimo Soffiati, della coordinatrice del day hospital Elisa Occoffer e degli operatori sanitari. La donazione è stata preceduta da una mattinata formativa sull’utilizzo del visore destinata agli operatori.

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