Ancora una volta la Giornata Internazionale dell’Infermiere, quest’anno accompagnata dal claim Nati per prendersi cura, formati per eccellere, ha saputo toccare le corde giuste. In questo caso, forse più che mai, quelle dell’emotività, della passione per la propria professione che coniuga dimensione scientifica e relazionale, ma anche delle difficoltà e delle sfide che infermiere e infermieri affrontano quotidianamente nei diversi contesti assistenziali. Al teatro Zandonai di Rovereto, “sold out” per l’occasione, nella serata dell’11 maggio si è tenuta la consueta celebrazione per una Giornata che rappresenta un valore fondamentale per la categoria. All’assemblea degli iscritti che ha preceduto l’evento si è fatto il punto sul presente e sul futuro della professione, attraverso dati, prospettive e riflessioni legate alle politiche professionali e al sistema sanitario. Ma durante la celebrazione è stato dato spazio soprattutto alle emozioni. Quest’anno infatti la collaborazione con l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Forlì e Cesena ha permesso all’OPI Trento, organizzatore dell’evento, di approcciare alla Giornata in un modo nuovo e mai sperimentato prima: attraverso una rappresentazione teatrale. Le stagioni della cura - Principi e valori del nuovo codice deontologico dell'infermiere è lo spettacolo che l’OPI romagnolo ha portato in scena. Un successo, come testimoniato dai tantissimi applausi durante e al termine della performance. Ad inizio serata, i saluti delle autorità: l’assessore alla transizione ecologica e all'ambiente del Comune di Rovereto Ruggero Pozzer, il presidente di OPI Trento Daniel Pedrotti, l’assessore alla salute, politiche sociali e cooperazione della Provincia autonoma di Trento Mario Tonina e la presidente di OPI Forlì-Cesena Silvia Mambelli.