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Chi non muore in ospedale può donare gli organi?

Attualmente no. Chi muore a casa o in strada non può donare i propri organi; gli organi per poter essere trapiantati devono essere perfusi dal sangue. In caso di arresto cardiaco il cuore non pompa più sangue agli organi che molto rapidamente soffrono fino a perdere del tutto la loro funzione. La donazione è possibile solo in presenza di morte encefalica, a cuore battente; ciò avviene abbastanza raramente e solo all’interno di una terapia intensiva. Questo è uno dei motivi per cui la probabilità di aver bisogno di un organo è molto superiore rispetto a quella di poter diventare donatore.

A livello internazionale inizia una nuova fase, quella dei prelievi da un cadavere a cuore non battente. Si tratta ancora di numeri limitati che non intendono sostituire i prelievi da cadavere a cuore battente, ma si stanno affiancando ad essi per aumentarne il numero. Questa strategia sta dando frutti.

È possibile decidere a chi verranno trapiantati i propri organi?

No. Gli organi vengono assegnati in base alle condizioni di urgenza degli ammalati in lista d’attesa e alla compatibilità clinica e immunologica del donatore con le persone in lista d’attesa di trapianto. A governare questo processo ci sono degli algoritmi estremamente sofisticati e a garanzia c’è il Centro Nazionale Trapianti.

Esiste la possibilità che gli organi vengano venduti?

Il commercio di organi è un'attività illecita, un atto criminale perseguito penalmente. L'organizzazione del prelievo e del trapianto di organi, come è organizzata oggi in Italia e nella maggior parte di paesi europei, è dotata di regole condivise e trasparenti. Ogni donazione, e ogni trapianto, coinvolgono moltissimi professionisti che controllano e registrano ogni fase del processo, con il coordinamento e la supervisione del Centro Nazionale Trapianti. Il risultato è che di ogni organo si conoscono sempre esattamente provenienza e destinazione.

Il nostro paese, assieme ad altri 13 stati europei, a marzo 2015 ha ratificato la Convenzione europea contro il traffico d’organi.

Vendita, traffico, mediazione, pubblicità e acquisto sono considerati illegali. In alcuni stati, soprattutto asiatici, questo fenomeno è purtroppo tuttora presente.